Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un valore stabile, di solito ancorato a una valuta fiat (come il dollaro). Sono il “ponte” più usato tra euro/dollari e il mondo crypto: trading, pagamenti, DeFi, trasferimenti.
Le 3 grandi famiglie (e perché’ ti interessa)
- Fiat-collateralizzate (es. USDT, USDC): c’e’ un emittente che promette riserve e rimborsi 1:1.
- Crypto-collateralizzate (es. DAI): riserve in crypto con over-collateral e meccanismi automatici.
- Algorithmic: tengono il peg con incentivi e meccanismi di mercato. Qui il rischio sale di molto.
I rischi reali da capire prima di usarle
- Depeg: la stablecoin puo’ scendere sotto 1$ (anche per ore o giorni) quando il mercato va in panico.
- Rischio emittente: se l’emittente ha problemi legali/finanziari, il rimborso puo’ diventare complicato.
- Rischio chain: la stessa stablecoin su chain diverse non è’ “uguale” (bridge, smart contract, congestione).
- Rischio exchange: se la lasci su un exchange, il rischio non è’ la stablecoin: e’ la custodia.
USDT vs USDC vs DAI: come scegliere in pratica
- USDT: enorme liquidità ’ e presenza multi-chain. Valida per trading e velocità , ma richiede fiducia nell’emittente e nelle sue riserve.
- USDC: spesso preferita in contesti più “compliance-oriented”. Di solito più “pulita” per partner e pagamenti.
- DAI: utile se vuoi evitare un emittente centralizzato, ma dipende da collaterale crypto e governance DeFi.


