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Economia e mercati

Risultati Starbucks: più clienti e margini in ripresa

Aggiornato al 30 luglio 2026.

I risultati Starbucks del terzo trimestre fiscale 2026 indicano un ritorno della crescita sostenuto sia da più visite sia da una spesa media maggiore. Le vendite comparabili globali sono salite del 7,9%, con transazioni in aumento del 4,2% e ticket medio del 3,5%. In Nord America, le vendite comparabili sono cresciute dell’8,1%.

Il segnale operativo è più forte del dato sui ricavi dichiarati: il fatturato trimestrale è stato di 9,3 miliardi di dollari, in calo dell’1%, perché la conversione delle attività retail cinesi in una joint venture in licenza ha cambiato il perimetro contabile. Starbucks mantiene una quota del 40%, ma non registra più quelle vendite nello stesso modo.

Risultati Starbucks: i numeri essenziali del trimestre

IndicatoreQ3 FY2026Variazione
Vendite comparabili globali+7,9%
Transazioni globali+4,2%
Ticket medio globale+3,5%
Vendite comparabili Nord America+8,1%
Ricavi9,3 mld $-1%
Margine operativo GAAP10,5%+60 punti base
Margine operativo non-GAAP14,4%+430 punti base
EPS diluito GAAP / non-GAAP0,91 $ / 0,85 $+86% / +70%

I dati provengono dal comunicato ufficiale Starbucks del 29 luglio. La rete contava 41.304 negozi alla fine del trimestre, una scala che rende anche variazioni moderate di traffico e prezzo rilevanti per ricavi, costi e redditività.

Transazioni e ticket raccontano due componenti diverse

Le vendite comparabili misurano l’andamento dei punti vendita presenti nel perimetro da un periodo sufficiente, neutralizzando gran parte dell’effetto delle nuove aperture. La loro crescita può essere scomposta in transazioni e ticket: le prime approssimano il numero di acquisti, il secondo la spesa media per ordine.

In questo trimestre entrambe le leve hanno contribuito. Il +4,2% delle transazioni suggerisce più frequenza o più clienti, mentre il +3,5% del ticket può riflettere prezzi, mix di prodotti e dimensione dell’ordine. La somma non coincide necessariamente in modo perfetto con il +7,9%, perché arrotondamenti e composizione geografica incidono sul calcolo.

Questa distinzione è importante per leggere il consumatore. Una crescita ottenuta solo alzando i prezzi sarebbe più vulnerabile; l’aumento delle transazioni offre invece un segnale di domanda reale. Resta però da capire quanto siano intervenute promozioni o iniziative di fidelizzazione, che possono sostenere il traffico ma ridurre il beneficio economico di ogni vendita.

Margini ed EPS migliorano più dei ricavi dichiarati

Il margine operativo GAAP è salito al 10,5%, 60 punti base in più, mentre quello non-GAAP ha raggiunto il 14,4%, con un’espansione di 430 punti base. L’EPS GAAP di 0,91 dollari è cresciuto dell’86%; l’EPS non-GAAP di 0,85 dollari è aumentato del 70%.

GAAP indica il risultato secondo i principi contabili applicabili; il dato non-GAAP esclude alcune voci che l’azienda considera meno rappresentative dell’attività ricorrente. La distanza fra le due misure non va ignorata: serve leggere le riconciliazioni del comunicato e distinguere un miglioramento operativo da effetti di perimetro, rettifiche o costi non ricorrenti.

La ripresa dei margini suggerisce maggiore leva sui costi, ma il test decisivo è la sua durata. Salari, caffè, latticini, affitti e logistica possono cambiare rapidamente. Anche il quadro di inflazione, tassi e mercati influenza contemporaneamente la spesa delle famiglie e il costo operativo della rete.

La Cina cambia la contabilità, non scompare dal gruppo

Il calo dell’1% dei ricavi a 9,3 miliardi non contraddice automaticamente il miglioramento delle vendite comparabili. Starbucks ha convertito il retail cinese in una joint venture in licenza e conserva il 40%. Le vendite dei negozi non vengono quindi più consolidate integralmente come prima, riducendo il fatturato riportato anche senza implicare la stessa flessione della domanda sottostante.

Nel modello in licenza, il gruppo tende a riconoscere royalty e altre componenti economiche invece dell’intero incasso dei punti vendita. Il fatturato è più basso, ma anche la base di costi e capitale direttamente gestita cambia. Per confrontare i trimestri occorre separare crescita organica, effetti valutari e variazioni di perimetro.

La quota del 40% mantiene un’esposizione significativa al mercato cinese e ai risultati della joint venture. Restano quindi rischi legati alla concorrenza locale, ai prezzi, all’esecuzione del partner e alla conversione degli utili in cassa. È un caso in cui il free cash flow e la qualità degli utili possono essere più informativi del solo fatturato consolidato.

Il segnale sui consumi è positivo, ma non universale

I risultati Starbucks forniscono un indicatore ad alta frequenza sulla spesa discrezionale accessibile. Più transazioni in una catena globale suggeriscono che molti consumatori continuano a comprare bevande fuori casa, nonostante prezzi e tassi elevati. L’8,1% delle vendite comparabili nordamericane rafforza il messaggio nel principale mercato del gruppo.

Non è però una misura completa dei consumi. Starbucks serve una clientela, occasioni d’acquisto e fasce di prezzo specifiche; promozioni, innovazioni di menu e programmi fedeltà possono produrre risultati diversi da ristorazione, supermercati o beni durevoli. Il dato va affiancato a redditi reali, credito al consumo e occupazione.

Per un gruppo internazionale conta anche il cambio. Un dollaro forte o debole può modificare la traduzione dei ricavi esteri e il costo di alcune materie prime, senza cambiare nello stesso modo le visite nei negozi.

Guidance alzata e prossimi indicatori da monitorare

Starbucks ha alzato la guidance FY2026: vendite comparabili negli Stati Uniti leggermente sopra il 6%, vendite comparabili globali vicine al 6%, ricavi da stabili a leggermente crescenti ed EPS non-GAAP tra 2,55 e 2,65 dollari. Il quadro implica una crescita operativa più robusta di quella leggibile dal fatturato, ancora condizionato dalla transazione cinese.

Nei prossimi trimestri vanno monitorati cinque elementi: persistenza delle transazioni, equilibrio tra prezzo e mix, margine operativo, contributo economico della joint venture cinese e conversione degli utili in cassa. Sarà importante anche verificare se il ritmo del Nord America si estende alle altre aree senza un ricorso eccessivo agli sconti.

Il rischio principale è che traffico e ticket rallentino insieme mentre i costi restano rigidi. Altri rischi sono l’inflazione delle materie prime, la pressione salariale, la concorrenza e una lettura troppo ottimistica delle misure non-GAAP. Nel complesso, i risultati Starbucks mostrano una domanda più solida e margini migliori, ma la nuova contabilità cinese impone confronti più attenti.