Aggiornato al 14 settembre 2026.
Glamsterdam Devnet-11 di Ethereum avvia la genesis il 14 settembre alle 12:00 UTC. È una rete di breve durata costruita per provare la transizione al fork Gloas in condizioni controllate, con attenzione particolare alla compatibilità tra client e alle esigenze di operatori Layer 2.
Il fork è programmato all’epoca 450, il 16 settembre alle 12:00 UTC. Poco dopo, l’esperimento prevede un passaggio opzionale del gas limit da 60 a 200 milioni. Non è un aggiornamento mainnet e non dimostra che Ethereum adotterà automaticamente quel valore: serve a misurare comportamento, stabilità e colli di bottiglia.
| Voce | Devnet-11 |
|---|---|
| Genesis | 14 settembre, 12:00 UTC |
| Fork Gloas | 16 settembre, 12:00 UTC |
| Validatrici | Circa 84.000 |
| Gas limit test | Da 60 a 200 milioni |
| Finalità | Transizione multi-client, non test avversariale |
Cosa testa Glamsterdam Devnet-11
La specifica EthPandaOps definisce un happy-path devnet: l’obiettivo è verificare che la transizione avvenga correttamente, non simulare attacchi estremi. La rete riprende la configurazione di devnet-8 con sei client consensus, sette execution client e due implementazioni grid. Lido, Optimism e Arbitrum rientrano tra i soggetti interessati alla finestra pre-fork.
Il test è utile perché Gloas introduce l’enshrined proposer-builder separation e modifica il confine tra consenso e costruzione dei blocchi. Prima di spostare queste regole su testnet longevi, i team devono accertare che client diversi interpretino allo stesso modo payload, bid e condizioni di validità.
Perché alcuni client non sono ancora pronti
La matrice pubblicata prima della genesis mostra livelli differenti. Geth, Nethermind e Lodestar rispettano il livello minimo indicato; altri client presentano implementazioni incomplete o test falliti. Prysm e Reth, per esempio, risultavano sotto la versione di specifica richiesta al momento della verifica.
Questa eterogeneità è precisamente il motivo dei devnet. Un fork multi-client non può essere valutato guardando una sola implementazione. Errori nella validazione di un bid o nella contabilità del gas possono dividere la rete anche quando ogni software sembra funzionare isolatamente.
Il test del gas limit a 200 milioni
L’aumento previsto all’epoca 480 è uno stress test opzionale. Più gas per blocco può offrire maggiore capacità, ma aumenta lavoro di esecuzione, crescita dello stato, banda e requisiti hardware. Non va letto come promessa di commissioni basse o conferma di una soglia mainnet.
Il nostro precedente articolo sul repricing del gas con Glamsterdam spiega perché il costo delle singole operazioni e la capacità complessiva sono leve diverse. Anche la guida sulle blob fee delle Layer 2 aiuta a separare disponibilità dati ed execution gas.
Cosa non significa il lancio
Devnet-11 non contiene nuovi EIP rispetto alla base dichiarata, non sostituisce Platåberget e non fissa una data mainnet. La Ethereum Foundation aveva già indicato una progressione prudente: stabilizzare i devnet, aggiornare Sepolia e Hoodi e soltanto dopo valutare la transizione della rete principale.
I segnali da osservare
Contano finalità dopo il fork, accordo tra client, prestazioni durante l’aumento del gas limit e correzione delle incompatibilità note. Il valore del test non è l’assenza assoluta di errori, ma la possibilità di trovarli prima che raggiungano ambienti usati da utenti e capitali reali.
Fonti: EthPandaOps Devnet-11; Ethereum Foundation.
Cosa devono controllare operatori di nodi e Layer 2
Per gli operatori il devnet serve a verificare qualcosa di più concreto della riuscita del fork. Client execution e consensus devono restare sincronizzati, i nodi devono recuperare correttamente dopo interruzioni e la propagazione dei blocchi deve reggere il carico previsto. Anche metriche, log e procedure di aggiornamento devono essere comprensibili prima di arrivare su reti pubbliche.
I Layer 2 osservano soprattutto disponibilità dei dati, costi dei blob e compatibilità delle pipeline che pubblicano batch su Ethereum. Un cambiamento del livello base può produrre effetti indiretti su sequencer, prover e sistemi di monitoraggio. Per questo il test coinvolge l’intera catena operativa, non soltanto gli sviluppatori dei client.
Perché Devnet-11 non è un segnale sul prezzo di ETH
Il successo di un devnet riduce rischio tecnico, ma non determina da solo domanda o prezzo di ETH. Prima servono testnet pubbliche stabili, specifiche definitive, adozione da parte dei client e una data mainnet. Sul mercato contano inoltre attività onchain, ricavi delle applicazioni, liquidità e quadro macroeconomico. Devnet-11 è quindi una tappa ingegneristica da seguire, non una promessa di rendimento.
Le prossime conferme da attendere
Le indicazioni più utili saranno i rapporti sugli errori, la partecipazione di client diversi, la stabilità dopo il fork e l’eventuale apertura della fase successiva. Rinviare una funzione problematica non sarebbe necessariamente una bocciatura: in un aggiornamento di protocollo è spesso preferibile ridurre il perimetro piuttosto che portare codice fragile verso la mainnet.
Glamsterdam Devnet-11 fornirà quindi dati utili anche se emergeranno problemi. Il risultato di Glamsterdam Devnet-11 andrà letto nei report tecnici successivi, non soltanto nella riuscita della genesis.
